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02. Gravidanza e neonato

Ittero nel neonato: come riconoscerlo e quando chiamare il pediatra

Notare la pelle o gli occhi gialli nei primi giorni può preoccupare, anche se spesso l’ittero è transitorio. Conta però riconoscere quando serve contattare subito il pediatra e sapere che il colore, da solo, non misura la bilirubina.

Di Chiara Ferretti · · 5 min di lettura

Neonato sdraiato nella culla con pelle leggermente gialla e tutina bianca

Se il tuo bambino sembra più giallo, osserva anche il bianco degli occhi, come si alimenta e se si sveglia con facilità. L’ittero è frequente nei neonati, ma la valutazione dipende dall’età in ore, dal livello di bilirubina e dalle condizioni generali: per questo una fotografia o un controllo visivo a casa non bastano a stabilire se sia lieve.

Che cos’è l’ittero e perché compare?

L’ittero è una colorazione giallastra della pelle, delle mucose e della parte bianca degli occhi, chiamata sclera. È legato all’aumento nel sangue della bilirubina, una sostanza prodotta quando vengono degradati i globuli rossi. Nei primi giorni il fegato del neonato deve adattarsi a eliminarla; per questo molti bambini presentano un ittero transitorio. Come spiega l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, la colorazione può apparire quando la bilirubina supera circa 3 mg/dl, ma quel dato non è una soglia domestica per decidere se il bambino abbia bisogno di cure.

L’ittero fisiologico si manifesta di solito tra il secondo e il terzo giorno di vita e tende a risolversi in poco più di una settimana. L’ospedale pediatrico riferisce che interessa circa il 60% dei neonati nati a termine e l’80% dei prematuri: sono stime generali, non una previsione per il singolo bambino. Prematurità, alcune incompatibilità di gruppo sanguigno e difficoltà nell’alimentazione possono richiedere maggiore attenzione. L’aspetto giallo, da solo, non permette di distinguere una forma fisiologica da una che richiede accertamenti.

Come riconosci il colorito giallo?

Spesso il giallo si nota prima sul viso e può estendersi al torace, all’addome e agli arti. Controlla il bambino con buona luce, preferibilmente naturale, osservando anche sclere e gengive. Sulle pelli più scure il cambiamento può essere meno facile da vedere: l’assenza di un giallo evidente non basta quindi a escludere un problema se noti altri segnali o hai dubbi.

Non stimare la gravità contando quanto il colore sembra scendere sul corpo o confrontando immagini online. Le linee guida del National Institute for Health and Care Excellence raccomandano di non basarsi sulla sola ispezione visiva per stimare la bilirubina. Il personale sanitario può misurarla con un dispositivo appoggiato sulla pelle o, quando indicato, con un prelievo di sangue. La decisione tiene conto del valore misurato, delle ore trascorse dalla nascita e di fattori clinici come l’età gestazionale.

Quali segnali richiedono assistenza urgente?

Se il giallo compare nelle prime 24 ore dopo la nascita, contatta subito il personale sanitario: non aspettare il controllo programmato. NICE indica una valutazione medica urgente e la misurazione della bilirubina in questi casi. Anche quando il neonato ha più di 24 ore, un sospetto ittero va riferito rapidamente al pediatra o al servizio che segue il bambino, così che ti indichi dove e quando farlo valutare.

Chiedi assistenza urgente se il piccolo è molto sonnolento o difficile da svegliare, non riesce ad alimentarsi, appare floscio o rigido, ha movimenti insoliti oppure respira con difficoltà. Sono segnali che richiedono attenzione anche la febbre, una temperatura insolitamente bassa o l’assenza di pannolini bagnati. L’NHS segnala inoltre come importanti le urine scure e le feci molto pallide o color gesso: riferiscile senza aspettare che il colore giallo peggiori. Se il bambino sembra stare male, rivolgiti ai servizi di emergenza locali.

Un ittero che aumenta, non migliora come previsto o persiste oltre i tempi indicati dal pediatra merita un controllo. NICE considera rilevante, per la valutazione, la persistenza oltre 14 giorni nei neonati di almeno 37 settimane di gestazione e oltre 21 giorni nei nati prima di 37 settimane. Queste indicazioni non sostituiscono il giudizio clinico: il pediatra può consigliare una valutazione prima, in base ai sintomi e alla storia del bambino.

Come si misura e si interpreta la bilirubina?

La misurazione serve a capire se il livello richiede soltanto osservazione e un nuovo controllo oppure un trattamento. Il valore non si interpreta isolatamente: è importante sapere l’età del bambino in ore al momento del test, quante settimane di gestazione aveva alla nascita e se esistono fattori di rischio. Le soglie di trattamento cambiano con questi elementi; non esiste un singolo numero valido per tutti i neonati.

Dopo le prime 24 ore, il personale può usare un bilirubinometro transcutaneo, che stima il livello attraverso la pelle. Se il risultato o la situazione clinica lo richiedono, la bilirubina viene verificata con un esame del sangue. NICE indica che nei bambini di almeno 35 settimane, oltre le 24 ore di vita, può essere utilizzata la misurazione transcutanea; nelle prime 24 ore e nei nati prima di 35 settimane raccomanda la misurazione nel sangue. Sono indicazioni di una linea guida britannica: il percorso concreto in Italia viene stabilito dal servizio neonatologico o dal pediatra secondo il protocollo applicabile.

Nei neonati con ittero sospetto o visibile oltre le 24 ore, NICE indica una misurazione tempestiva, entro 6 ore dal sospetto. Questo intervallo descrive una raccomandazione clinica, non un invito ad aspettare: contatta il pediatra appena noti il problema e segui le indicazioni ricevute. Se il bambino ha meno di 24 ore o presenta segnali di malessere, la valutazione deve essere urgente.

Cosa puoi fare mentre organizzi il controllo?

Annota quando hai notato il giallo, se sembra aumentare, come si alimenta e quanti pannolini bagna. Se possibile, riferisci anche l’età gestazionale, eventuali controlli della bilirubina già eseguiti e le istruzioni ricevute alla dimissione. Queste informazioni aiutano il professionista a ricostruire la situazione, ma non sostituiscono la visita o il test.

Continua a proporre le poppate e chiedi supporto se il neonato si attacca male, si addormenta subito o sembra non assumere latte a sufficienza. Non sospendere l’allattamento senza indicazione medica e non dare acqua, tisane o altri rimedi. Non esporre il bambino al sole per trattare l’ittero: quando serve, la fototerapia è una cura prescritta e controllata dal personale sanitario. Per le informazioni sui primi giorni e sui controlli di routine, puoi partire dalle indicazioni dedicate al benessere nei primi mesi.

La fototerapia utilizza una luce specifica per favorire la trasformazione della bilirubina e la sua eliminazione. Se viene prescritta, il reparto controlla l’andamento dei valori e stabilisce quando interrompere il trattamento. Solo in situazioni selezionate, se le misure indicate non sono sufficienti o la causa lo richiede, i medici valutano interventi più intensivi. Non è possibile decidere a casa quale trattamento serva: la scelta deriva dalla misurazione e dalla valutazione clinica.

Come controllare l’andamento dopo la valutazione?

Prima di lasciare l’ambulatorio o il reparto, chiedi quale valore è stato misurato, quando va ripetuto il controllo e quale servizio contattare se il colore aumenta o il bambino cambia comportamento. Segui l’appuntamento anche se il neonato sembra stare bene: in alcune situazioni la bilirubina va ricontrollata per verificare che sia stabile o stia diminuendo.

A casa osserva soprattutto alimentazione, risvegli, pannolini, urine e feci. Se compare uno dei segnali d’allarme, se l’ittero peggiora o se il controllo non è stato organizzato come concordato, contatta il pediatra senza aspettare. Il colorito può aiutarti a notare un cambiamento, ma la misurazione e il confronto con il professionista sono ciò che permette di valutare il rischio e scegliere il passo successivo.

Domande frequenti

L’ittero può comparire dopo il rientro a casa?

Sì. Il colorito giallo può diventare più evidente nei giorni successivi alla nascita, anche dopo la dimissione. Se lo noti, contatta il pediatra o il servizio indicato alla dimissione per sapere dove far valutare il bambino e misurare la bilirubina. Se compare nelle prime 24 ore di vita o il piccolo è difficile da svegliare o non si alimenta, chiedi assistenza urgente.

La luce del sole può curare l’ittero?

No: non usare l’esposizione al sole come trattamento. Se la bilirubina supera la soglia prevista per l’età e le condizioni del neonato, il personale sanitario può indicare la fototerapia, un trattamento con luce specifica e controllata. Non improvvisare lampade, non esporre il bambino al sole e non somministrare acqua o rimedi casalinghi.

L’ittero significa che devo interrompere l’allattamento?

Non interromperlo di tua iniziativa. Nella maggior parte dei casi l’allattamento può continuare; poppate efficaci e adeguato supporto all’alimentazione sono importanti. Se il bambino si attacca con difficoltà, poppa poco o è molto sonnolento, avvisa il pediatra e chiedi aiuto per valutare alimentazione e idratazione. Eventuali aggiunte o modifiche vanno concordate con il professionista che segue il neonato.

Per quanto tempo può durare l’ittero?

La forma fisiologica tende a migliorare nell’arco dei primi giorni, ma la durata varia e il colore non permette di capire da solo la causa. Se l’ittero persiste oltre il periodo indicato dal pediatra, ricompare o si accompagna a urine scure e feci molto chiare, è necessario un controllo: il medico valuterà se misurare le frazioni della bilirubina e fare altri accertamenti.